AfFRESCO
Parliamo di me di nome e di fatto Blogger: lucavirgili
Nome: Luca Virgili
Sono un agente immobiliare di giorno e, di notte, per hobby, un autore di teatro e televisione, spesso anche regista di entrambe le forme di spettacolo. Da poco ho iniziato anche a presentare spettacoli dal vivo e a condurre trasmissioni per una piccola rete privata.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
contattami qui:
tramite messenger
o con una mail

lucavirgili@hotmail.com
Ipse dixit
Qua puoi inserire frasi tue, di canzoni o libri che preferisci
Categorie
aborto
accademia
accettino
adelaide
aereo
alcool
alfa romeo
alice springs
america
amicizia
amore
amsterdam
anni novanta
anni ottanta
anno duemila
arancia meccanica
arizona
arte
ateneo
attentati
australia
avventure
ayers rock
bacio
ballo
banca
bankok
barone rosso
battiato
beautiful
birra
blue mountains
brisbane
broadway
cambio
cancro
canovaccio
capodanno
caracas
carnevale
cartagena
cinema
coccodrillo
colombia
comitato
commedia
consuetudini
corteo
costa rica
cragg
cuba
dingo
diritto privato
diritto pubblico
discoteche
divertimento
donne
doppia personalità
droga
duccio
eccezioni
elicottero
erezioni
esami
estonia
etica
euro
facolta
fagiolo
feste
fiat
finlandia
follonica
frazer
fresco
fumetti
g8
gay
giakarta
gioco
globalizzazione
goliardia
grande fantino
grappa
guarda spiaggia
guerra
harbour bridge
helsinki
hong kong
il leone di fresco
indonesia
intervento
jamaica
jamon serrano
la avana
la guaira
laguna blu
lezioni
libidine
libro
liceo classico
life
locali
look
los roques
macao
madrina
malattia
manhattan
mantide
mare
margarita
matricola
matrimonio
metadone
microclima
militare
mille miglia
mods
mondiali di calcio
morale
musica
nannini
natale
naturisti
negrille
negrita
new york
nonni
nucleare
nudisti
olanda
olio
omosessuali
opera house
operazione
operetta
oriente
ospedale
pace
palio
papa giovanni xxiii
parenti
parigi
passioni
pensieri
peter pan
play boy
politici
principe
professori
pubs
racconti
rafting
reality
referendum
riflessioni
risse
roma
ron
rum
salto angel
san jose
sangria
scenografia
scherzi
scienza
scuola
sentimenti
sessantotto
sesso
sidney
siena
sindaco
situazioni
smocking
soap
spettacolo
spiaggia
studenti
stupefacenti
suicidio
tallinn
teatro
telefono
televisione
tradimento
treno
uluru
usi
vacanze
veleno
veliero
venezuela
vespe
vigneti
vino
violenza
vita
vulcani
Feeds-counter
*loading* visitatori

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Credits
Template by:


Image by:
Maurits C. Escher

Distributed by:
nonsolotemplate
LICENZE
Licenza Creative Commons
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Affresco Luca Virgili Luca Virgili

postato da lucavirgili alle ore 11:52
giovedì, 28 dicembre 2006

Dopo aver posato i nostri bagagli, andammo all'auditorium di via della Conciliazione. Al taxista chiedemmo di portarci nella via dove erano sistemati i pullmann della regia mobile.
I nostri passi erano là in nostra attesa. I tecnici ce li dettero ed avvertirono il regista dello show del nostro arrivo.
Ci fece chiamare subito dentro.
Avemmo accesso dall'ingresso tecnico dietro al palco, quindi salendo una rampetta di scale ci ritrovammo direttamente proiettati sul palcoscenico. Mi ritrovai la Hunzicker di fronte che veniva dritta verso di me.  Mi spostai per farla passare ed ebbi modo anche di chiederle scusa per l'ingombro che avevo creato. In quel momento esplose nell'impianto audio la voce del regista il quale ci dava il benvenuto al microfono, rendendoci immediatamente collocati e collocabili, in quanto rappresentanti televisivi. Lo cercammo con gli occhi nel mezzo ad una nuvola di tecnici, che si agitavano nello spostare casse, microfoni e quant'altro di tecnico dovesse andare sul palco in quel momento di prova. Ci abbracciammo e ci sedemmo nelle poltroncine in prima fila con il regista che chiacchierava scherzosamente con noi e, contemporaneamente urlava, sul microfono mobile, ordini per i movimenti macchina meccanizzati.
Mi voltai un attimo e mi ritrovai ad un passo Eros Ramazzotti pronto a salire sul palco. Intanto era apparso Pippo Baudo che, duettando con la Hunzicker, provavano la dizione delle battute che precedevano la presentazione di Eros e Anastacia.
All'improvviso alla mia sinistra, ad un passo, appare Anastasia, piccolina ed accompagnata da una signora in carne di mezza età e, per mano, da un uomo robusto. Salì sul palco e, dopo aver scherzato con tutti provò quattro volte la canzone con Eros.
Ogni gesto era perfettamente coreografato.
Mi pareva da matti quella situazione: eravamo di fronte a delle star internazionali in una situazione pazzesca.
Per ribadire il concetto giunse, questa volta dalla scalinata della platea, Vasco Rossi. Il regista gli dette il benvenuto e chiese se desiderasse avere qualcosa. Vasco ci pensò un secondo e poi ordinò: un piatto di spaghetti al ragù, delle patatine, del vino rosso ed una coca cola. Erano le cinque e mezza del pomeriggio ed immaginai che, quello che a me poteva sembrare il massimo del disordine alimentare, fosse di fatto un pranzo.
Del  resto le cinque  e mezza del pomeriggio poteva essere un'ora  buona per un artista  per la colazione.
Il codazzo che aveva era impressionante. Mentre lui andava a scherzare e a baciare la Hunzicker, dando così modo a Ramazzotti di  concedersi una battuta:" perchè  lui lo baci e  me no?",  più di dieci persone allestivano  il suo palco, chi accordando la sua chitarra, chi sistemando il suo personalissimo microfono.
Mi spiegarono che sempre lui ha queste persone a disposizione, anche perchè da qualche parte dovrà pur spendere i soldi...
Vedemmo la sua esibizione e poi quella della Hunzicker e Pippo Baudo che cantavano una canzone. Alla fine decidemmo di tornare in albergo per cambiarsi d'abito.

Già quell'esperienza ripagava ampiamente il viaggio romano.

In albergo ci raggiunse un amico da Punta Ala: aveva accompagnato, il giorno precedente, il figlio  ad una partita di Hockey  a rotelle  a La Spezia, dopo di che era tornato  in Maremma ed aveva proseguito per Roma.
Di quest'uomo devo dire solo bene, per come lo conosco. E' dinamico, giovanile, lavoratore estremo, pur svolgendo un lavoro stagionale. Da giovane con la moglie erano stati ospiti del gioco delle coppie. Non ricordo quale rete lo mandasse in onda, ma ricordo che era molto seguito. Mi raccontava che in quelle occasioni si metteva d'accordo con la moglie per fare delle liti su ogni argomento venisse loro proposto.
Per una sorta di nemesi, nella vita reale, negli ultimi anni erano arrivati per davvero alla non sopportazione, pur avendo entrambi un gran senso della famiglia.

Si sistemò in camera con me ed ebbi modo di prenderlo in giro immediatamente:" Cazzo come sei ingrassato!"
Si guardò mestamente allo specchio e confermò la mia affermazione.
Da quel momento in poi ci saremmo presi in giro costantemente.


Permalink ? LASCIA IL TUO COMMENTO QUI commenti (3)? commenti (3)(popup)
categoria :

postato da lucavirgili alle ore 11:24
sabato, 23 dicembre 2006

auguri di buon Natale a tutti coloro che passeranno da qui...
Permalink ? LASCIA IL TUO COMMENTO QUI commenti (8)? commenti (8)(popup)
categoria :

postato da lucavirgili alle ore 10:57
martedì, 19 dicembre 2006

Un'altra gita divertente la facemmo a Roma, per l'assegnazione dei Telegatti.
Come ogni anno erano giunti gli inviti per la partecipazione alla kermesse della TV.
Decidemmo di andare.
Non solo perchè ci piaceva vedere la manifestazione, ma anche perchè, in una qualche maniera, ci sentivamo facenti parte di quell'ambiente: del resto il direttore aveva iniziato nel 1976 e di mondo televisivo ne aveva visto passare tanto. Soprattutto ai primordi delle televisioni private, quando era un'avventura fare le dirette financo registrare in esterna con dei mezzi con cui oggi potremmo forse farci il caffè.

Qualche vantaggio lo avevamo. Il regista della trasmissione era ed è un nostro amico di sempre e non solo, anche il service tecnologico era di proprietà di un altro nostro amico nonchè collaboratore per certi spettacoli. Quindi avevamo la possibilità di accedere ad ogni spessore dello show.
Personalmente cercavo di non farlo trasparire, ma ero eccitato.

Partimmo al mattino il direttore, sua figlia maggiore, devo aggiungere una gran bella donna ed io e ci avviammo verso la capitale.

Al direttore, mentre guidava, venne in mente un'osservazione: risultava strano andare a Roma per questa attività. Era abituato ad andare a Milano, sede storica della manifestazione.
Chiacchiera dopo chiacchiera, ci ritrovammo a Roma. Lasciammo la macchina in un garage e, preso il taxi, ci avviammo in albergo.

Permalink ? LASCIA IL TUO COMMENTO QUI commenti (6)? commenti (6)(popup)
categoria :

postato da lucavirgili alle ore 17:07
lunedì, 11 dicembre 2006

Le settimane invernali scorrevano in maniera poco consona: avevo tempi ed abitudini sclerotizzate da tempo immemore. Per questo mi pareva di vivere in un altro posto, in un'altra Siena.

Quindi al martedì sera partecipavo ad una cena con karaoke per single incalliti, dove, devo dire, sono rimasto tale e quale anche nei mesi successivi.
Ma era abbastanza divertente: insieme al direttore di rete, socio del locale, ci esibivamo come animatori della cena e si faceva un casino tremendo.

L'unica cosa che ho avvertito come importante è stata la sensazione di aver incontrato di nuovo persone che avevo perduto per strada, vecchi amici, conoscenti variegati, con i quali non avevo potuto più condividere  la vita.

Durante la settimana inoltre capitava di andare a dei ritrovi eleganti di cui ne ricordo uno con particolare affetto.
Andammo, il direttore ed io, a San Casciano Bagni, ad una serata di degustazione di specialità trentine che si svolgeva nel ristorante della stazione termale. Naturalmente vi erano personaggi politici nazionali, che, come sempre, mangiavano a sbafo, editorialisti, esponenti tv (noi), nobili di tutte le parti d'Italia.

Vi lascio immaginare il clima che si respirava: eravamo tutti ingessati e molto formali.
 
Una signora, esponente di una delle famiglie più illustri del vecchio Regno d'Italia, ebbe modo di mettersi in luce a più riprese, svolazzando a destra e a manca.
 
Era una donna ormai in età avanzata, ma il suo corpo tradiva una bellezza che era stata certamente esuberante.
Ora le era rimasta l'esuberanza e, mentre svolazzava, urtò col posteriore inavvertitamente un tavolo dove erano state appoggiate molte bordolesi vuote che caddero al suolo frantumandosi e generando un rumore assordante.

Con una certa non chalanche, pur accorgendosi di aver tutti gli occhi puntati non fece una piega  e  con un sorriso  mascherò l'inevitabile imbarazzo.

Il fatto causò l'annichilimento della formalità della serata e tutti si abbandonarono ad un comportamento più divertente.

Capitò che la nobildonna venisse casualmente al nostro tavolo e qui non esitò a domandarci se ci eravamo scandalizzati della frantumazione precedente. Il direttore, essendo sessantenne e quindi certamente vicino a livello generazionale, volle ribadire che era stata una nota positiva e che aveva cambiato la serata.
La signora ci prese in simpatia e volle sapere un pò di cose del nostro conto. Ad un certo punto, complice un pò di alcool in più, il direttore ebbe a sottolineare con una battuta il color aragosta del reggiseno.
Dentro di me volli pensare al peggio, invece la signora rispose in maniera entusiastica alzando la gonna e dimostrando anche un reggicalze in tinta.
La stanza si zittì di nuovo e toccò a noi questa volta sdrammatizzare ed esorcizzammo il momento con l'ausilio degli orchestrali che iniziarono subito la musica da ballo.

Rientrammo a Siena sghignazzando come matti.

Logico no?
Permalink ? LASCIA IL TUO COMMENTO QUI commenti (6)? commenti (6)(popup)
categoria :

postato da lucavirgili alle ore 11:08
venerdì, 01 dicembre 2006

Nel frattempo scorreva l'inverno lungo e particolarmente freddo.

Essendo, per la prima volta da anni, libero dall'impegno operettistico, mi lasciai trasportare dalla bella vita.

Il mio amico, direttore di rete, decise che avrei dovuto vedere il suo mondo e conoscerlo. Lo lasciai fare: per me si trattava di conoscere un ambiente nascosto.

Così cominciammo coll'andare la domenica in barca, la sua barca, che tiene a Punta Ala.

Non andavo al mare con frequenza da anni. Avevo abbandonato casa mia a Follonica quando ero stato abbandonato dalla fidanzata storica. Avevo voluto escludere, all'epoca, ogni possibilità di reincontro di quella ragazza. In seguito, col passare del tempo, mi ero abituato a trascorrere il tempo libero a Siena, evitando in ogni modo anche i week end estivi. Tornare al mare assunse così anche un senso di riappropriazione di una sfera di libertà personale. In ogni caso andavo a Punta Ala e non a Follonica e mi sentivo al sicuro da ogni incontro malevolo anche a distanza di anni e anni.

Il mondo barcaiolo che ho imparato a conoscere era legato ad una attività particolare: un gruppo di pescatori subacquei in apnea si associavano all'uscita ogni domenica. Loro indicavano i punti dove volevano essere sbarcati per la loro pesca. Ci davano un appuntamento orario per quando avremmo dovuto tornare a riprenderli e ci allontanavamo per non disturbare la loro attività.

Nel tempo intermedio facevamo pranzo con dei panini, bevevamo una bottiglia di vino e ci rilassavamo parlando delle trasmissioni televisive da fare.

Il panorama offerto dal golfo di Follonica è strepitoso: l'isola di Troia con la sua torre di avvistamento medievale, i Porcelli, Cerboli già quasi adiacente all'Elba, coperte di gabbiani danno la sensazione di selvaggio e naturale.

Non a caso quell'area ottiene ogni anno le cinque vele, premio nazionale per la pulizia delle acque. 

Un argomento che non mancava mai era determinato dallo stupore che ci faceva il fisico eccezionale che avevano i pescatori che stavano in immersione per ore con quel freddo.

Ci spiegavano che la temperatura dell'acqua era di tredici gradi e fuori era molto più freddo che dentro l'acqua. tanto è vero che venivano colti da attacchi di freddo durante il viaggio di rientro in porto.

Sempre però riportavano dei pesci eccezionalmente grandi: spigole, dentici, muggini e polpi andavano a riempire una zangola che ci portavamo dietro per contenere il pescato.

Alla fine del pomeriggio rientravamo in porto e, dopo aver lavato la barca, portavamo il pescato al ristorante antistante, dove il pesce veniva cucinato e mangiato. Devo aggiungere che miglior pesce di quello non l'ho mai mangiato.

  

Permalink ? LASCIA IL TUO COMMENTO QUI commenti (5)? commenti (5)(popup)
categoria :